My Centazzo
* DALLE RISORGIVE AL PIANCAVALLO *
Monotonia, abitudine e desolazione.
Percepiamo la tranquilla quotidianità delle cose, il rumore piatto del vento che non trova ostacoli nella sua corsa se non per qualche arbusto.
È lontana l’allegria di quel paesaggio “in festa” con il suono del vento che passa tra i fili d’erba ed i rami. Sono lontani i colori accesi di Centazzo.
Aspettiamo che la primavera riaccenda i colori.
* SGUARDO SUL TAGLIAMENTO *
Calma e tranquillità, guardando l’orizzonte immaginiamo l’infinito.
Lungo il fiume si possono intravvedere i campi coltivati che con la luce del sole sembrano dorati, e allo stesso tempo si intravvedono le montagne scintillanti.
In lontananza si sente il suono delle campane accompagnate dal fruscio dell’acqua, dal cinguettio degli uccelli e dai nostri passi sui sassi.
Il sole pare una grossa roccia incandescente che si riflette sull’acqua che scorre.
Guardando il cielo si possono vedere le nuvole che fluttuano lentamente e si fanno trasportare dolcemente dal vento.
*STRADA SULLE GRAVE*
RICORDI:
Quando eravamo bambini e i nostri genitori ci portavano in grava a camminare.
Quando con la scuola andavamo nei magredi, per vedere le piante e gli animali che studiavamo in classe.
Quando per imparare delle poesie andavo a camminare con il silenzio delle strade sterrate.
Quando con la scuola facevamo le corse campestri.
Quando con gli amici andavamo a fare il bagno in Tagliamento.
* I PENACIUS SUI MAGREDI *
L’erba è ridotta a dei fili di fieno: secchi, spenti e tristi. Gli alberi sono nel retro e rappresentano lo sfondo dell’ambiente, lasciano intravvedere le montagne ricoperte da neve che suggeriscono un clima invernale. Il cielo trasmette un’immensa serenità e viene voglia di scoprirlo in milioni di altre sfumature. L’aria trasmette una sensazione di freddezza, un vento gelido ci sfiora le orecchie.
Visioni distanti:
*AUTUNNO NEI MAGREDI*
Il leggero soffio del vento che mi solletica le guance e mi scompiglia i capelli, il contrasto di colori tra il verde dell’ immenso prato e il celeste del cielo infinito separati dalle splendide montagne e la meravigliosa melodia delle foglie degli alberi che si muovono mi fanno sentire a casa.- Freddo penetrante che ti gela anche le ossa e ti corrode l’anima. Le montagne sullo sfondo mi sembrano cosi lontane da sembrare piccole e irrilevanti rispetto alla natura selvaggia che trovo innanzi a me. Questa prateria invernale sembra una vecchia moquette di uno squallido bar desolato.
*GATTICI SUI MAGREDI*
Rispetto alla tela di Centazzo il paesaggio che abbiamo davanti restituisce un’atmosfera fredda e invernale: non c’è calore, nè allegria.
Nonostante l’aria fredda e rigida si può comunque percepire tranquillità e pace.
Oggi si può vedere un greto spoglio e triste, senza morbidi gattici, interamente ricoperto da un letto di sassi con al di sopra pezzi di tronchi che trasmettono solitudine; siamo in mezzo al nulla.
In lontananza si vedono dei ginepri che ci ricordano dei bambini in mezzo ad un prato, tristi per la mancanza di giochi e quindi di allegria.
*I PENACIUS SUI MAGREDI*
> Le montagne sono molto simili, presentano un colore quasi identico sulle tonalità del blu mescolata tra: blu bondi, blu reale e blu fiordaliso; nonostante la diversa stagione il colore rimane il medesimo.
> Le sfumature del cielo non presentano similitudini poiché ci troviamo in una differente fascia oraria della giornata. Nel dipinto si può notare il calar del sole con varie gradazioni di colore tendenti all’arancio chiaro brillante, al giallo zafferano combinato al rosso beige. Nello scatto, il tono della volta celeste risulta azzurro; è lievemente nuvoloso.
> La vegetazione è poco varia per quanto riguarda il colore e gli elementi. Nell’opera e nella foto l’erba e gli arbusti presentano un colorito tendente al verde che risulta debole, in contrasto con un marroncino naturale.







